IL BACIO DI UN HOCKEISTA

Scena Bonus

Greg & Julia

Traduzione di

PAOLA CICCARELLI

“Il bacio di un hockeista"

Autore Mira Lyn Kelly

Copyright © 2018 Mira Lyn Kelly

Titolo originale: Dirty Player

Traduzione di Paola Ciccarelli


Scena Bonus

 

Greg 

 

È passato un mese da quando Julia mi ha perdonato, e ogni singolo giorno le sono immensamente grato. Anche ogni notte, se è per questo. Infatti le sere in cui non sono fuori città per una partita in trasferta, le trascorro a baciare la mia ragazza. 

Ovunque. 

C'è gratitudine. Eccome se c'è. 

Ieri notte le ho mostrato così tanta gratitudine che non ero certo che saremmo riusciti a camminare oggi. Ma sono un atleta professionista. Stamina e recupero rapido fanno parte del pacchetto. Quindi, quando mi sono svegliato con lei che usava la sua bocca carnosa e sensuale per realizzare una delle mie fantasie preferite... ero nel pieno delle forze. 

E di nuovo grato, e poi un'altra volta ancora. 

Ora sono sdraiato a letto, con le lenzuola intrise dell'odore del suo shampoo e i suoni della sua presenza nel mio appartamento che mi riempiono di un tipo di soddisfazione a cui non mi abituerò mai. 

Questa è la vita. 

Davvero. 

Questa. È. La. Vita. 

E non voglio rinunciarci mai. 

Sì, siamo entrambi impegnatissimi, e nonostante il campionato di football sia finito, passiamo ancora molto tempo separati. Proprio questa settimana io ho avuto due partite in trasferta consecutive e Jules è stata a Los Angeles per tre giorni per incontrare alcuni dirigenti televisivi per un nuovo progetto. Sono estremamente felice per lei, non fraintendetemi. Ma questo mi fa apprezzare ancora di più il tempo che trascorriamo insieme. 

«Oh mio Dio, Greg!» grida Julia dal fondo del corridoio, ridendo. «Quante cose hai ordinato da Amazon mentre ero via?» 

Con un sorrisetto, salto giù dal letto e mi infilo un paio di pantaloni sportivi. Poi mi dirigo verso il corridoio, sorridendo alla mia ragazza, che sta guardando una borsa piena di pacchi sul tavolo della sala da pranzo. Adoro Prime. 

«Poche cose» rispondo, scrollando le spalle e facendo finta di niente anche se sono tutt'altro che indifferente. «Stavo pensando a te.» 

Inarca un sopracciglio e mi rivolge un adorabile sguardo a occhi socchiusi. «Non è tutto per me.» 

Sedendomi sulla sedia vuota accanto a lei, la attiro in grembo e, con il naso, le accarezzo l'incavo tra il collo e la spalla, dandole un morsetto giocoso. «No, qualcosa è per noi.» 

Il piccolo ansito che emette mi dice che sono riuscito a dirottare con successo il suo bellissimo cervello su pensieri sconci. Il mio hobby preferito. 

Allungo la mano dietro di lei e tiro fuori il primo pacco, tastandolo. «Prima questo.» 

Mi lancia un'occhiata interrogativa e si morde il labbro mentre lo prende e lo apre. «Ma cosa diavolo...» 

Glielo tolgo dalle mani e strappo il cellophane dalle infradito con la suola erbosa e una gigantesca margherita di seta sul puntale. «Hai detto che i piedi ti stavano uccidendo dopo diciassette ore sui tacchi, quindi ti ho preso queste per quando torni in hotel ogni sera. Sembra erba vera, eh?» 

Ride. «Sì.» 

Dopodiché avvolge le braccia intorno al mio collo e posa la bocca sulla mia, stampandomi una serie di baci deliziati sulle labbra. Poi, piegandosi all'indietro, si infila le calzature ai bei piedi nudi e distende le gambe per ammirarle. «Sono le infradito più comode, più belle e più fantastiche di sempre. Grazie.» 

Apre un altro paio di pacchi. Ben presto quei baci deliziati rallentano, durano di più e diventano più profondi. Al quarto pacco, è a cavalcioni su di me, che le sto palpando quel perfetto culo sodo. 

Ritraendosi, si lecca le labbra. «Qual è quello per noi? Possiamo aprire gli altri più tardi.» 

Cavolo, sì. Speravo che andasse così. 

Con il cuore che mi batte forte come se stessi uscendo dalla pista di ghiaccio dopo un turno di dieci minuti, prendo il pacco che aspettavo di darle. Quello che ho messo personalmente nella borsa quando sono sgusciato via dal letto alle tre del mattino per scendere di sotto da Tim, che aveva appena cominciato il suo turno alla reception del palazzo. 

«Prima di dartelo, ci tengo a dirti che so che mi sto spingendo oltre i nostri limiti. Ma Jules, stare con te mi rende avido. Voglio tutto. Voglio averti in ogni modo possibile. Ma se non te la senti, non fa niente. Lo giuro. Sarò paziente.» 

Distoglie quei profondi occhi castani dai miei e lancia una rapida occhiata dietro di sé, stringendomi leggermente i fianchi con le ginocchia. 

«Greg, che regalo mi hai preso?» chiede con il tipo di voce ansimante di cui sono fatti tutti i miei sogni a luci rosse. 

Vederla con addosso quell'oggetto mi farà eccitare più di quanto mi sia mai eccitato finora. 

«Un regalo con garanzia a vita.» Le porgo il pacco e la fisso negli occhi. «Se le cose dovessero incrinarsi o guastarsi, le sistemeremo.» 

Abbassa lo sguardo e trattiene il fiato quando capisce. «Il pacco è già aperto» sussurra, gli occhi che le iniziano a brillare. 

Le infilo alcune ciocche di capelli dietro l'orecchio e poi verso il contenuto del pacco nella mia mano. «Ok, forse questo non l'ho preso da Amazon.» Apro la piccola scatola color uovo di pettirosso e le chiedo: «Julia, vuoi sposarmi?» 

Annuisce rapidamente con una risata strozzata che si trasforma in un ampio sorriso emozionato che non dimenticherò mai finché vivrò. 

«Sì.» 

 

* * * 

 

Julia 

 

Quella splendida e brillante promessa di eternità finisce in qualche modo sul mio dito tra una raffica di baci, risate e giuramenti che non possiamo smettere di fare. Le sue braccia mi avvolgono la schiena, le mie gli cingono il collo. Poi Greg si alza dalla sedia con me tra le braccia e mi porta a letto, dove ci spogliamo e rotoliamo tra le lenzuola. 

Fermandosi sopra di me, si sorregge sulle sue braccia muscolose. «Ti amo, piccola.» 

«Anch'io ti amo.» Più di quanto pensassi possibile. Con tutta me stessa. 

Mi divarica le gambe con le ginocchia e si posiziona tra di esse. «Mostramelo.» 

Mi premo la mano sul cuore che, anello o no, gli apparterrà per il resto della nostra vita. 

«Cazzo, è eccitante.» 

Rido di nuovo perché è proprio da lui. 

«Ti piace?» chiedo, inclinando la mano per catturare la luce. È ipnotico. «O forse ti piace questo?» 

Sposto la mano sul suo petto, al che emette uno di quei gemiti bassi e rimbombanti che mi fanno impazzire. Mentre mi guarda, trascino la mano più giù, lungo il suo addome scolpito, poi più in basso, per circondare il suo membro. E il suono che fa dopo è ancora migliore. Più disperato. 

«Questo?» Lo sfrego due volte prima che il suo autocontrollo si spezzi. 

In un batter d'occhio, mi blocca la mano sopra la testa e intreccia le dita alle mie, trascinando il suo membro duro come l'acciaio lungo il mio sesso bagnato. E poi è lì, all'apertura, in attesa. Quando i nostri occhi si incontrano, affonda in me. 

Il respiro mi esce di botto mentre il mio corpo lo accoglie. È così bello. 

«Questo» dice, ritraendosi e spingendosi di nuovo dentro. Ripetutamente. Poi flette i fianchi in quel modo che mi fa dimenare sotto di lui. 

Faccio scivolare i talloni lungo la parte posteriore delle sue cosce mentre mi penetra ancora e ancora, sempre più in profondità. Il suo inguine incontra il mio più e più volte, finché il mio corpo non si contrae a ogni poderoso affondo. 

Alla spinta successiva si preme a me, tenendomi aperta e bloccata sotto di sé. Poi, ondeggiando contro quel punto sensibile, mi spinge oltre il limite. Vengo travolta da un'ondata di piacere dopo l'altra mentre appoggia la fronte sulla mia. 

«Per sempre, Julia. Ti amerò così intensamente per sempre.» 

Quando riprendo fiato, libero la mano dalla sua e gli do una piccola spinta al petto. Senza staccarsi da me, rotola sulla schiena in modo che io sia sopra di lui e sfoggia di nuovo quel sorriso sexy. 

Comincio a muovermi. «Per sempre.» 



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